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l'arcobaleno, senza sinistra.

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bruschettismo militante

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L'8 dicembre a  Todi sono successe molte cose divertenti.
Innanzitutto la bruschetta, i bruschettisti e i bruschettati.
Per il Natale 2007 (scusate, non sono ancora portato ad usare espressioni come "le feste invernali") l'Amministrazione Comunale di Todi ha deciso di illuminare a festa un albero di per sé poco festoso, ma vetusto e imponente: il cipressone di Garibaldi.
Questo alberone, proprio dietro piazzetta Garibaldi, è un vecchio e gagliardo fustacchione alto una quaresima, che dai tempi dell' Eroe dei due mondi guarda uno dei più bei panorami dell'Umbria.
Non so chi abbia avuto la pensata, ma certo è stato, come dire, un geniaccio: facciamo un gran bell'albero di natale senza doverlo comprare o tagliare. Bravi.
Per l'occasione festaiola alcuni ragazzi hanno suonato sotto i voltoni, e pure bene.  Altri invece si sono messi lì di buzzo (e di olio) buono e hanno deciso di offrire bruschetta a più non posso, a mitraglia, dalle 19 fino alle 22. Fino alle 22 perché quello era l'orario in cui, magìa, l'albero si è illuminato. (illuminato di luci fredde, innocue e a basso consumo, sia chiaro, prima che i soliti ver.. ops, arcobaleni senza nulla da fare insorgano con commenti spaventati).
La gente, tutta "col sorriso sulle labbra" (adesso a todi è un must, va scritto su ogni lettera, post, biglietto da visita, email, retro di una busta, tovagliolo al bar; e va scritto sempre con le virgolette) la gente, dicevo, si guardava intorno contenta e stupita: per l'albero, per il profumo di bruschetta e per la quantità di persone che l'8 dicembre alle 22 in piazza a Todi non s'era mai vista a memoria di cipresso.
Poi, con l'albero che splendeva, hanno ricominciato a bruschettà come dannati, e via a nutrire gli affamati fino alle 23.30. Il sindaco tutto gonfio (in petto) si faceva intervistare dalla biondona di turno, indagandone le più recondite rotondità politiche, i giapponesi fotografavano, i todini magnavano felici e infreddoliti.
Insomma questi eroi del pane bruscato, questi stoici dell'olietto nuovo, questi indomiti versatori di vinello, questi speranzosi struffatori di aglio si son messi lì a sfidare il freddo polare e la sfiga elettrica e hanno abbruscato bruschette a chili. 16 kg, per precisione. 10 kg di olio. Decinaia di becche d'aglio. Aggratise, s'intende.
Questo per quanto riguarda la bruschetta.
Si dà il caso che, per quanto ne so, queste saporite bruschette (saporite e stragradite dal popolo presente in gran numero) siano state  fatte da una organizzazione culturale no profit: meritiamoci todi (se avessero un sito web lo linkerei, ma questa è gente più concreta di noi che perdiamo tempo fra bit e bottoni). Si dà il caso che questa organizzazione porti il nome della lista che ha sostenuto il nuovo Sindaco e lo ha portato ad essere sorprendentemente eletto alle ultime elezioni. Si dà il caso che non ne facessero mistero: le belle bruschettiste ammiccavano da sotto un cappellino con l'effige della Associazione. Si dà il caso (ultimo caso) che la bruschetta prodotta non avesse però alcun sapore politico, ma solo sapore di olio (l'olio di queste parti è stato eletto, anch'esso, ma come migliore olio d'italia, lo scorso anno) e profumo di aglio fresco. Tanto è vero che hanno distribuito una quantità di pane, vino e sorrisi pantagruelica.
Questo per quanto riguarda i bruschettisti.
A quanto mi dicono, però, ci sarebbero stati anche dei bruschettati. Strinati, addirittura. Eh sì, perché a quanto mi hanno detto (non farò nomi perché, appunto, è una cosa che mi è stata riferita quindi è possibile, sperabile, auspicabile, venerabile  che non sia vera) la mattina qualcuno/a è andato/a più volte ad accertarsi che tutti i permessi fossero stati richiesti e dati, che tutti i cavilli e i cavalli fossero a posto. O meglio, secondo me, quel/la solerte ex-amministratore/trice (anche questo ex-ruolo è verbo riferito e non accertato) è andato/a/e/i/o/u a cercare qualche scusa per guastare l'iniziativa degli "sporchi bruschettisti". Eh, signori miei, il bruschettismo deve essere combattuto con tutti i mezzi! Spara a vista al bruschettista! Allarmi, allarmi, allarmi i bruschettisti!  Resistere, resistere, resistere all'aglio!
Capite bene perché spero che questa triste vicenda non sia che una bufala bruschettista. Perché altrimenti sarebbe veramente triste. Mi ricorderebbe tanto la vicenda quella attempata signora il cui marito è, dopo tanti anni, scappato con una ragazza più giovane, più bella, più bionda. L'astio che l'attempata signora provava per la fedifraga era talmente venefico che la portava a tentare in tutti i modi di nuocerle. Ma la ventenne era, appunto, ventenne, bella e furba e chi ne risultava ridicolizzata era la vecchia signora inacidita. Che perdeva anche l'eredità.
Tanto è vero che il tentativo è fallito, se mai c'è stato. Più danno lo han fatto le piastre antibruschettiste che non si sono accese, o il sistema di amplificazione che ha fritto più lui che l'Anna a Natale, ma tant'è: le bruschette l'emo magnate, l'albero l'avemo acceso, la gente s'è divertita e adesso, alto come il monte Bianco, quel cembenone del cipresso di Garibaldi è lì che splende come il faro del sol dell'avvenir. Se passate sotto Todi in macchina, lo vedrete lì che brilla, festeggia  e, sotto sotto, piglia anche un po' pel culo.
Eia eia bruschettà!
(foto e filmati by phoebec)

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