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Che emozione l'elezione

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Che emozione.
Mi sono alzato stamattina ostentando tranquillità e nonchalance, facendo una puzzetta, trascinandomi in cucina in stato comatoso, sorbendo latteecaffè come ogni mattina.
Eppure sapevo bene che oggi non era un giorno come gli altri, no.
Oggi la DEMOCRAZIA era nelle mie mani.
Pregustavo il momento, sentivo dentro di me non solo il gonfiore per la burrata da sei etti di ieri sera, ma anche l'anelito patriottico, la spinta non era solo verso i biscotti al cioccolato, ma anche verso il destino di gloria della NostrA NazionE, con tanto di 4 maiuscole, crepi l'avarizia.
un Ciro Menotti, un fiero risorgimental-costituente, il sole del mattino splendeva sul mio volto, si rifletteva sulla mia fronte latore di novelle speranze e illuminava il destino e il percorso di questa NazIonE. Lo illuminava fulgido, anche grazie al fatto che erano le 11 e che la mia fronte sta raggiungendo la nuca, ma tant'è.
Un'occhiata all'affluenza. Un'occhiata all'affluenza regione per regione. un'occhiata all'affluenza città per città, sezione per sezione. Manco io, certo che siamo ancora bassi.
Ho mangiato il pane del mio lavoro, ho riflettuto in silenzio come si conviene prima di un passo così importante, e ho atteso che il bolo si trasferisse qualche centimetro più in giù e come per magia la mente si schiarisse dal processo digestivo: tutto il sangue deve andare al cervello quando si è difronte ad un compito così gravoso.
Ci siamo.
Come da tradizione, alle 14.30 esco di casa. Non amo incontrare mille conoscenti al seggio, è un piacere solitario, intimo, quasi onanistico. Non va condiviso. Mi incammino sulle tracce del destino della Nazione, e sulle tracce di qualche stronzo che fa cagare il cane sotto casa mia, che Dio glielo strafulmini, ma solo dopo che abbia cagato a casa sua. Ma neanche questo mi tange, so che da Domani Tutto Cambierà.
M'incammino, dicevo, dopo aver controllato per 10 volte che la tessera elettorale sia la mia, ben racchiusa nella sua sacra teca di plastica, LA CUSTODINA TRASPARENTE; mi accerto di avere con me almeno quattro documenti validi, non si sa mai che il presidente sia schizzinoso.
Un'occhiata compiaciuta al numero di timbri sulla tessera, che attestano quanto io sia democraticamente maturo, e via, verso questa Olimpia della partecipazione.
I passi sono tesi, contratti, l'emozione è forte e sento nell'addome le tipiche sensazioni della paura e della responsabilità, le budella che si smuovono come quelle di un soldatino del Carso, fra i bombardamenti, in una trincea limacciosa, mentre la paura l'attanaglia ma l'amor patrio lo far resitere, resistere, resistere.
O forse è ancora la burrata di ieri che non si dà per vinta, non so.
Ecco, ci siamo.
I cancelli della scuola media. I ricordi si affastellano, baci rubati e toccatine (rubate anch'esse) al culo delle compagne, calci e partite di pallone: ma no, scacciare via queste frivolezze, porgere il petto al nemico e andare avanti: si fa la storia.
Però che emozione: i capannelli di amici fuori, il vecchietto che vuole parcheggiare la 127 verde direttamente sulle scale della scuola, i 3 carabinieri che ridacchiano senza cappello parlando in quattro dialetti diversi.
Entro, le mani sudate, il fiato corto.
Oh. I cartelloni.
Li studio, attentamente, senza soffermarmi davanti a nessun simbolo: non sia mai che qualcuno mi osservi e si faccia delle idee su comedovequando voterò.
Mi metto a leggere i nomi dei candidati: è un riflesso condizionato. Sento come sorgere in me, però, da dietro, il dubbio di essere preso per il culo: che li leggo a fare, se tanto non posso sceglierli?
Ma basta, andare avanti, non fare lo sfascista, se così si vuol colà ecc. così si deve fare: niente preferenze, un viril voto e via, e si fa l'Italia!
In fila davanti alla sezione. Numero 2, da sempre, una certezza.
Le battute con gli amici che, noncuranti dell'ora pomeridiana, sono lì "oh, fa' bene eh!" "me raccomanno!" "mmh me raccomanno io che de te me fido poco"
Ma è solo il  travaglio del parto. Ancora in fila, sono il prossimo.
Le solite occhiate, per capire se siamo in buone mani. Al presidente: sarà troppo giovane? inesperto? mah, speriamo bene. Le scrutatrici: ne conosco qualcuna? ce n'è qualcuna bòna?
Basta, si entra.
Buongiorno, buongiorno, lascio il mio cellulare con fotovideocamerainternetblutut sul tavolo, il presidente mi guarda sospettoso, non capisce. Qualche secondo, "ah sì, grazie, non si possono portare dentro...".
Ah, annamo bene!
Ma sù, si fa l'Italia o si muore.
Scheda gialla, scheda rosa, matitone copiativo. Mi tremano le gambe, scosto la tendina con l'esitazione di un tredicenne che per la prima volta sposta la gonna sulle gambe della sua fidanzatina ed entro. Sono dentro, chiudo la tendina.
Questo grembo materno con lampadina e nastro adesivo, questo altare della democrazia, questo talamo in cui il seme del volere popolare si incontra con la partecipazione e l'embrione della libertà prende vita, questo sacro spazio insomma mi cinge e apro le schede.
Ah, l'odore di petrolio delle schede elettorali, quanti ricordi. poso la matita sul piano e faccio silenzio dentro di me.
E' un momento sacro.
Cazzo no!!!, mi viene in mente l'immagine di quelli che stappano sciampagn e magnano mortadella ballando al Senato della Repubblica, e  per un attimo, breve ma tremendo, ho voglia di vergare insulti irripetibili sui sacri fogli.
Ma è un momento, solo un momento e come il Salvatore nel deserto, vinco l'immonda tentazione e prendo in mano l'attrezzo.
Vergo.
Ripiego.
Vergo.
Ripiego.
Esco.
Sorrido, beato.
Riconsegno la matita, mi accerto che le schede vengano inserite nelle giuste, sacre, urne di cartone e nastro marrone.
Prendo il documento, il telefono, la tessera elettorale, ringrazio ed esco.
MI avvio verso il futuro con fulgida speranza e certezza nel domani.


Ma c'è qualcosa che non va, sento che una macchia inficia la grandezza del beau geste, lo splendente futuro, il petto gonfio d'amor patrio e di democratico orgoglio.
CAAAAZZZO!!! m'hanno fregato la custodia della tessera elettorale!!!!

Aggiornamento: se volete discutere live di queste elezioni, da Kagliostro c'è un bel liveblogging (faccio tanto il coglione ma non sapevo neanche io cosa fosse fino a ieri...)

Aggiornamento2: vi segnalo a proposito il bellissimo post di Uncas, qui.

da schiantassi

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"l'è robba da schiantassi darridere", come dice Robertino.
Cliccando qui potrete scaricare direttamente dal sito del Ministero Dell'Interno, la lista  (notate il linguaggio ufficiale) dei contrassegni ammessi per le elezioni di aprile 2008.

Dopo esservi asciugati gli occhi (che tante risate avranno riempito di lagrime), dopo aver scansato i tanti grilli, amici di grilli, grilletti e grillini, potete per favore darmi una mano e spiegarmi qualche cosina?:

1) Ma presentarsi alle elezioni con una lista "IO NON VOTO", ha un senso?
2) Dovremo fare una finanziaria apposta per stampare le schede con il simbolo a 16milioni di colori degli "italiani sviluppo e progresso" e "liberi nella libertà" (bello sforzo, prova ad essere libero nella schiavitù, prova)?
3) Non c'è un simbolo che vi ricorda il formaggio belpaese? secondo me sì.
4) Come mai ci sono due sinistra arcobaleno? E come mai la seconda non ha candidato leader? e come mai c'è scritto "La Manciancia  Egaburvanda"?  ma che è, una supercazzola di amici miei?
5) Il simbolo dei "moderati italiani", non ne ricorda un altro? solo che a questi la bandiera va sù...
6) Ma quelli "Pane Pace Lavoro", non poteva pagare 10 euri a qualcuno che scrivesse il nome sul simbolo col computer, o almeno con i trasferelli? o colla squadra e il Rapido come ha fatto "NO PACS"?
7) la lista "100%" non è un po' troppo ottimista?
8) la lista "IL LOTO"... va be'.
9) la lista "libertè egalitè fraternitè", con la scritta "yankee go home please", non è educatissima?
10) "Valori e futuro (con emanuele filiberto)"... ho letto bene???????????????

ma soprattutto

ma chicazz' sono quelli del  "nucleo tremmista nazionale"???

non ci pensare, non ci pensare neanche

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Leggo che in West Virginia mike huckabee ha vinto. Sarà stato Chuck Norris? No, più probabilmente è stato McCain che ha fatto il furbetto.
Avevo fatto finta di niente, sono stanco e ho sonno, e allora ho detto va be', leggo un po' e poi dormo.
Poi però su la 7 c'è uno special, una parte di un bel documentario sulle elezioni, la forza e la ragione (titolo Lincolniano, complimenti). E il faccione da MLK magro di Obama spunta fuori, il sorriso da vicino di casa eroe di McCain, il ditino di Giuliani, hillary che fa la hostess. Ma soprattutto la gente, la gente coi cartelli per strada, che in mezzo alle montagne e alla neve va tutta imbacuccata ai caucus con i biscotti nel vassoio. Mi fermo a guardare. Neocon e liberal. quello che c'è in ballo oggi
Quando passa sotto una striscia, ed è una pugnalata: La notte delle primarie USA in uno speciale in diretta dalle 1.15 su tgla7. Oddìo. Magari... C'è anche Rocca. Magari Molinari.
NO!
Ma la Cnn...
Non ci pensare.
Non CI PENSARE. A quell'ora devi dormire. Capito Marco?ecco.
ma no, hai già rimesso la sveglia?!!?!?

caucus!

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L'elezione presidenziale USA 2008  sarà qualcosa di straordinario. Sarà decisiva perché gli USA sono comunque la potenza più influente nel bene o nel male, sarà decisiva perché c'è la guerra, sarà decisiva perché dopo un presidente criticato come Bush tutto il mondo si aspetterà una politica che da quella di dabliù dovrà partire.
Ma sarà una corsa avvincente e spietata, altro che Indiana Jones. Sarà avvincente per tutta una serie di motivi, alcuni prevedibili e altri no. Proviamo ad elencarne alcuni:
1) l'indecisione. Chi ha seguito i primi dibattiti sulle tv americane qualche me fa, sa che non solo gli americani, ma anche i partiti sono indecisi. C'era un momento in cui erano quasi più i candidati in pectore che gli stati dell'Unione. Sia il GOP che i Dems avevano candidature che venivano su come popcorn. Alcuni dibattiti erano così affollati che sembravano più una festa geriatrica che una sfilata di opinioni. Poi per fortuna i papabili (termine oltraggioso per antipapisti come gli americani) sono diventati quei quattro o cinque per lato . Anzi no, c'è quello di Hill Street Giorno e Notte. Anzi no: sembra che i più bene informati favoleggino dell'entrata all'ultimo momento di Bloomberg come ulteriore candidato. I sindaci di città grandi, ci provano sempre.
2) la fede e l'incertezza. Sarò cinico, ma io penso che più un politico sventola la sua fede, più lo fa per prendere voti. L'America è un paese grande e contraddittorio, la Bible Belt e San Francisco, i bambini home schooled e la Apple, i mennoniti e gli evangelici. Ma soprattutto l'America è una democrazia che ha fatto della laicità dello Stato sia una bandiera che carta straccia. Eppure a sentire e leggere i discorsi dei candidati, da entrambe le parti, sembra di stare al catechismo. Tutti che dicono di che fede sono, tutti che arrossiscono difronte a chi mette in piazza le loro normali meschinità.  (I nostri no, sono più avanti: con due/tre famiglie, con amanti che fanno il test di gravidanza, vanno tranquillamente sul palco del family day a difendere la famiglia tradizionale...)
Abbiamo i nuovi polls: in Iowa dovrebbe vincere fra i democratici Barak Obama(IL). Cristiano, va alla Trinity Church di Frisco tutte le mattine che manco Prodi o Andreotti. In Iowa prende più di Hillary Rodham...Clinton, of course. Nei polls totali prende ancora un 10% dalla rugosa e incattivita Hillary, ma è molto più pio e nelle ultime settimane ha preso cinque punti in %, quattro dei quali lasciati da Hillary. Di là è uscito fuori dal nulla un Evangelico di ferro, tale Huckabee (Ark)(che mi ricorda tanto il titolo di un film). Huckabee era famoso solo per lo spot con Chuck Norris.  Ora è in testa in Iowa, sostenuto imperiosamente dalla moltitudine evangelica, ha idee innovative ( <- ironia) e furbe (<-sarcasmo) come il fatto che non crede nell'evoluzione, come si capisce da come svicola qui ("I don't know, I wasn't there") Il Creazionismo è un movimento mooolto potente e stupido imho in America, fino a far sì che nelle scuole si tenta di insegnare che la terra ha 6000 anni ed è stata fatt in sei giorni e Adamo ed Eva...
Tanto importante che è stato uno spettacolo penoso vedere i filmati del grande Rudy Giuliani (NY) (altro  plurifamiglioso) che va alle riunioni di tutti i cristiani protestanti possibili a chiedere voti, ma rimane indietro in Iowa. Oppure vederlo che si quasi-rimangia la promessa di un fondo per l'aborto delle donne povere, per paura di perdere quei voti che Huck gli ha portato via. Nei poll complessivi è ancora avanti, ma di poco, 5-6 punti. Anche Romney, che prima di Huck era un chistian candidate da paura, gli rosicchia i voti (abcnews). Rosicchia l'eroe di guerra McCain(AZ) che quando l'avevo visto da Letterman mi era sembrato simpatico e serio, ora rischia di fare una figuraccia. Anche lui poverino deve barcamenarsi fra vecchie posizioni e posizioni richieste dall'elettorato faithful, basta guardarsi l'esercizio carpiato sull'aborto.
Per tornare ai Democratici, ancora una volta sembra che il Metodista Edwards sprechi i soldi e il faccione da Ken di Barbie per una sicura non elezione.
Se guardate i sondaggi da vicino come li guardo io, vedrete che non c'è ancora niente di deciso, i candidati vanno su oggi e giù domani, a seconda di quanti voti elemosinano.
Interessante leggere che ne pensa Ann Coulter proprio l'altro ieri.
3) Americaq. Conterà più l'America o l'Iraq nella decisione dei votanti? Per ora sembra l'America: i salari e l'economia, le posizioni su aborto (spesso inserito nei diritti delle donne) e diritti dei gay (qui è più complicata: same sex- marriage o civil unions? decide lo stato o il governo federale? emendamento o bill?), la trasparenza e la sicurezza interna, le Tasse (che in un paese tocquevilliano come l'America non sono esattamente scontate), il sacro o detestato Graal dello Universal Health Care ('a mutua!) sono più decisivi che il mese in cui le truppe rientreranno. Questo, secondo me, anche perché i candidati sull'Iraq non si differenziano molto, a ben vedere, ma soprattutto perché il "surge" e l'operato, finalmente saggio, del Gen. Petraeus (che ne stampino la faccia sui 100 dollar bill) ha funzionato. Più di quanto i liberals (che nonsono i nostri liberali... lasciamo perdere) sono contenti di ammettere. D'altronde le "issues" sono talmente tante, i candidati così numerosi che i vari media si sono inventati dei modi complicatissimi per mostrare il prodotto cartesiano risultante: CNNMSNBC , 2decide.

L'Iowa non deciderà niente, è un piccolo stato con pochi grandi elettori. Però è uno degli stati in cui si spende di più, perché dà il la alle primarie. Nelle scuole, nei city centers, nelle palestre e nelle case dell'Iowa domani si svolgerà un inizio di un rito che porterà a novembre la democrazia più Grande del mondo ad un passo decisivo.
In che direzione? Aspettiamo il New Hampshire...

(immagine http://newdeal.feri.org/)

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